Quando si dice “fare di necessità virtù”. A Varsavia, in Polonia, nel quartiere di Wola c’è (ma sarebbe meglio dire ‘c’era’…) uno spazio tra gli edifici del civico 22 e del 74 in via Chlodna Zelazna. Jakub Szczesny dello studio di architettura
Centrala , ha pensato bene fosse il luogo ideale per creare qualcosa di unico in quello spazio così angusto e ha elaborato l’idea di un progetto a metà tra l’intervento architettonico e l’installazione artistica dal titolo “Keret House”.
Quando verrà completata, sarà l’abitazione più stretta di Varsavia, con gli interni che misureranno tra i 122 centimetri e 72 centimetri nel punto più stretto e diventerà un luogo di lavoro: per l’esattezza ospiterà lo scrittore israeliano Etgar Keret (da qui il nome dell’opera). Inoltre svolgerà anche la funzione di studio per gli ospiti invitati - giovani creativi e intellettuali provenienti da tutto il mondo.
Quando verrà completata, sarà l’abitazione più stretta di Varsavia, con gli interni che misureranno tra i 122 centimetri e 72 centimetri nel punto più stretto e diventerà un luogo di lavoro: per l’esattezza ospiterà lo scrittore israeliano Etgar Keret (da qui il nome dell’opera). Inoltre svolgerà anche la funzione di studio per gli ospiti invitati - giovani creativi e intellettuali provenienti da tutto il mondo.
Strutturalmente la casa è un semplice telaio in acciaio sviluppato tridimensionalmente, rifinito con legno compensato, pannelli isolanti e polistirolo coperto con uno strato in cemento, interamente dipinta di bianco (così come gli interni). Tecnologia indipendente dai sistemi fognari della città, elettricità fornita da un edificio vicino e scale che si appiattiscono con un comando remoto per concedere maggiore spazio quando si accede ai diversi locali. La “Keret House” diventerà quindi anche un simbolo di come Varsavia ambisce a essere crocevia e città privilegiata da chiunque voglia sviluppare le sue intuizioni creative.
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